Lettera aperta all’Europa civile

Lettera aperta all’Europa civile
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E’ stata portata a termine la grande marcia a Parigi, per manifestare contro il terrorismo islamico e l’intolleranza verso la libertà d’espressione. Pur rispettando profondamente ll’intenzione di chi manifesta, dirò ora cose scomode, di quelle che “non si dicono”.

Questa marcia non è servita a niente.

Mi spiace, ma è così. E dico anche il perchè:
non perchè non sia giusta
non perchè non ci sia necessità di una reazione del mondo civile,
neanche perchè politicamente non si possa non dare un segno.

Il punto è che ai terroristi islamici delle nostre marce non importa assolutamente nulla. E per un motivo semplice: perchè non le capiscono.

Non capiscono nè condividono i nostri valori, figurarsi se capiscono una marcia o una fiaccolata in risposta a delle uccisioni.
Dal loro punto di vista è la risposta debole di nazioni deboli.
Niente provvedimenti concreti, solo un’apparizione televisiva.
Parole, parole e buone intenzioni in risposta ai colpi di fucile mitragliatore.

Ed ad aggravare la situazione c’è anche il silenzio, quello delle reti di informazione ufficiali, che parlano solo di terrorismo e terroristi, censurando accuratamente la parola ISLAMICO, che non parlano della bambina di 10 anni imbottita di esposivo e fatta saltare in aria in un mercato in Nigeria, che non parlano di DUEMILA morti stimati (ma saranno di più) nel nord dello stesso paese africano, uccisi dagli islamici di Boko Haram e lasciati a marcire nelle strade.

Europa civile, mondo civile: meno marce e più consapevolezza riguardo a chi siamo e da dove veniamo. Possiamo essere terra di convivenza, ma NON siamo terra di conquista islamica.

Ci servono provvedimenti concreti, non marce.
Adesso. Prima che sia troppo tardi. Prima che la nostra stessa civilizzazione ci lasci distruggere dalla barbarie.

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