Il coraggio dell’Europa non è morto

La solidarietà “dei giornali e delle parole” è inutile, a che serve? E riunioni su riunioni dei ministri europei a Bruxelles, che portano a poco o nulla. Mentre loro si riuniscono, le persone muoiono. Mentre i giornalisti parlano le persone muoiono. Mentre i soliti radical_chic discutono nei programmi televisivi, le persone muoiono.
Di fronte a fatti epocali come quelli cui stiamo assistendo, alla migrazione di profughi che scappano dalle guerre e agli attacchi dei fanatici islamici ad obbiettivi civili (“guerrieri” che uccidono archeologi ottantenni o cristiani indifesi), bisogna rendersi conto che siamo in guerra adesso, e con il peggio dell’umanità.
I fanatici dell’Islam hanno dichiarato guerra all’Occidente con la colpevole connivenza degli stati musulmani “moderati” che non fanno nulla per impedire che il fanatismo dilaghi nè accolgono i profughi di guerra. Nessuno lo dice, ma considerate questo: perchè chi scappa dalla guerra dovrebbe venire fino in Europa, facendo cinque volte la distanza che lo separa da stati musulmani vicini? Pensateci su.
I fanatici che uccidono in nome di Dio contano su appoggi economici esterni e su tacite connivenze.
Bisogna erigere una barriera su cui si infranga la follia islamista. Adesso, subito, prima che non ci sia più tempo: bisogna formare una linea di sbarramento con un grande esercito europeo, dietro la quale i perseguitati dal fanatismo islamico possano rifugiarsi. Altro che muri per i migranti.
Sappiano i terroristi che il coraggio dell’Europa non è morto. Sappiano che non si può uccidere in nome di Dio perchè chi lo fa bestemmia Dio e noi non lo permetteremo.

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