Fagioli e munizioni non bastano mai

Non so se vi è mai capitato di pensare al senso di quello che ci succede intorno. A me alcune volte appaiono, così dal nulla, delle specie di lampi (non di genio, purtroppo) che mi spiegano le cose ed in un momento è tutto chiaro.

Che senso ha la politica di sfruttamento delle nazioni evolute nei confronti delle nazioni più arretrate, che peraltro nella persona dei propri leader (corrotti) sono contentissime di farsi depredare in cambio soldi, tanti soldi, non curandosi delle persona che muoiono di fame all’interno dei propri confini? Oppure qual’è il senso della politica arraffona, che non sa far altro che prendere, senza preoccuparsi di quello che essa dovrebbe significare nei confronti di chi ha dato un mandato a ben governare? E scendendo ancora di livello nella scala di questa specia di lente d’ingrandimento, perchè i manager non sanno porre un limite alla propria sete di denaro, tutto sacrificando agli dei Profitto e Mercato, anche la propria stessa felicità, nutrita solo a stento da saltuari momenti di esaltazione per la crescita degli utili?

Ed ecco qua il lampo: perchè le persone che ricoprono i posti di comando mediamente soffrono di avidità genetica incontrastata.
Mi spiego: ricoprire una carica o ambire ad essa non è in sè una cosa disdicevole, però spesso i posti di comando non sono assegnati su base meritocratica, ma per decisioni “politiche”. Questo comporta che i meno intelligenti vadano a ricoprire tali posti e qui entra in ballo la sindrome da avidità genetica incontrastata, per cui quel che si accumula non basta mai.
L’istinto di accumulare cibo nei propri primordiali rifugi e proteggerlo dal mondo esterno sta scritto nei geni di ciascuno di noi, da migliaia e migliaia di anni. Più è basso il livello d’intelligenza e meno si riesce a contrastare tale istinto.
La specie umana si è formalmente evoluta, ma in sostanza questo istinto si esprime ancora, e in modo forte e solo chi è dotato di un grado di intelligenza sufficiente a capire di essere parte di qualcosa, si affranca da tale istinto e riesce ad operare nella società, alcune volte al servizio degli altri altre volte semplicemente con gli altri.

I meno intelligenti invece non possono resistere all’istinto primordiale scritto nei loro geni, non possono contrastarlo con l’unica arma che abbiamo, l’intelligenza appunto, e sono sopraffatti. Ecco perchè tendono ad accumulare senza sosta, e sappiate che questo non dipende purtroppo dal grado di cultura, ma solo dal livello d’intelligenza. D’altronde è dimostrato che una quota costante di ogni categoria è invariabilmente composta da stupidi, a prescindere dal grado d’istruzione.
Ecco perchè per alcuni, come nelle epoche passate, “fagioli e munizioni non bastano mai”. E mai basteranno.

L’unica cosa, per favore: non ri-eleggiamoli. Saremmo più stupidi di loro.

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